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Elena Spoerl

Anna Felder

Omaggio agli 80 anni dell’affermata scrittrice

Liquida; Le ciel est beau ici aussi (traduzione di: Tra dove piove e non piove); Die Adelaiden; Le Adelaidi; No grazie (traduzione tedesca di: Nati complici); Nati complici; Die nächsten Verwandten (traduzione di: Gli stretti congiunti); Gli stretti congiunti; Umzug durch die Katzentür (traduzione di: La disdetta); La disdetta; Tra dove Piove e non piove; Quasi Heimweh, traduzione di Tra dove piove e non piove.

Questi sono – in ordine cronologico inverso, dall’oggi (2017) al ieri (1970) – i titoli delle opere principali di Anna Felder. Ce ne sono altre, scritte in quasi mezzo secolo, ma elencarle tutte sarebbe stato pretendere troppo anche da un lettore appassionato. E poi bastano queste a farle onore e a evidenziare come può capitare che la pubblicazione della traduzione preceda quella dell’originale (è uscito prima Quasi Heimweh che non Tra dove piove e non piove) e altre volte invece la traduzione (Le ciel est beau ici aussi) segue 45 anni dopo. E questo fa onore alla scrittura ricercata, a volte complessa, mai banale di Anna Felder, una scrittura forse perfino intramontabile, dato che la si traduce ancora mezzo secolo dopo.

La serata di giovedì 28 settembre, promossa dalla Società Dante Alighieri della Svizzera italiana nell’ambito della rassegna Piazzaparola e tenutasi allo Studio Foce di Lugano, è stato un omaggio alla scrittrice, che il 30 dicembre compirà 80 anni, e alla sua opera. Ha condotto l’incontro Maria Grazia Rabiolo, che ha sottolineato la forza dello stile di Anna Felder e il sottile filo d’ironia che ne permea il linguaggio, e pure come i fatti narrati nei suoi romanzi appaiano, spesso, minuzie. 
 
Viene in mente allora Ladro di minuzie di Alberto Nessi, mentre Gli stretti congiunti ricorda Nel cerchio familiare di Giorgio Orelli. L’accostamento ai due poeti, contemporanei di Anna Felder, non è casuale, dato che la sua prosa ha indubbiamente un tono lirico.
 
Nel corso della serata la scrittrice ha raccontato ricordi di vita. Ad esempio quando, da piccola, il fratello le leggeva Eugenio Montale (“ascolta, ascolta che bello”) e quando poi, divenuta docente, portò la sua classe di liceo (di Aarau) alla casa di Montale a Monterosso, in Liguria, da dove ancora oggi capita che ex allievi le mandino una cartolina. Un arco temporale di 70 anni in cui lettura dapprima, insegnamento e scrittura poi hanno marcato la sua vita e quella di molti studenti, lettori e colleghi che apprezzano Anna Felder, tra le più affermate scrittrici svizzere.
 
Nata Lugano nel 1937, dopo la laurea a Zurigo Anna Felder si stabilì ad Aarau, dove ha insegnato al liceo cantonale, occupandosi attivamente dell’integrazione degli immigrati italiani e delle loro famiglie. Questa esperienza si lega alla sua prima opera narrativa, Tra dove piove e non piove, pubblicata nel 1972. Il romanzo La disdetta del 1974, appassionò anche Italo Calvino. La scrittrice ha ricevuto numerosi riconoscimenti e premi, fra i quali  il Premio Schiller per l'insieme dell’opera (1988), il Premio Gottfried Keller (1989) e l’Aargauer Literaturpreis (2004).

 

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